
Milano, 31 dicembre 2011
Riflessioni e problematiche sulle vicende SEA
Un terzo della società è stato venduto. Nell’anno che si apre (2012) si preannuncia una ulteriore necessità di cassa da parte del Comune di Milano di 400 milioni. Sorge spontanea la domanda: si venderanno altre quote SEA scendendo così sotto il 51%?
In tutta questa operazione condotta sotto l’egida dell’emergenza per rispettare il Patto di Stabilità ci rammarica sottolineare che non c’è stato nessun reale coinvolgimento dei lavoratori del Gruppo SEA nonostante la loro rilevanza nel progetto di quotazione.
La FLAI ha comunque cercato di portare un contributo di idee alternativo a questa vendita che vede ora alienata, per il momento parzialmente, una importante infrastruttura di Milano e del paese.
Anche con il nuovo assetto societario la FLAI continuerà a portare avanti una politica attiva di partecipazione al processo industriale della SEA che potrà concretizzarsi con la mobilitazione dei lavoratori.
L’episodio del Fondo SREI escluso dalla gara per 10 minuti di ritardo (l’offerta F2i è arrivata alle 9.40, 20 minuti prima della chiusura del bando) rappresenta di per sé un aspetto problematico in quanto il Comune, in profonda crisi economica, avrebbe avuto un mancato introito di 40 milioni. Questa offerta è stata poi ritenuta comunque non ricevibile perché all’apertura della busta, fatta per tentare di placare le polemiche, le condizioni poste non coincidevano con il bando di gara. In realtà anche l’offerta di F2i, che dopo essersi aggiudicato l’asta come unico concorrente e con un solo euro di rialzo ha messo in discussione addirittura il valore di SEA, dovrebbe essere considerata non coincidente con il bando di gara che pone come condizione primaria e non trattabile il valore del 29,75% di SEA al prezzo di 385 milioni.
Inoltre i 385 milioni offerti da F2i in realtà sono 340 in quanto i restanti 45 sono legati all’approvazione del Contratto di Programma.
Il Contratto di Programma che prevede l’aumento delle tariffe però contiene all’interno elementi contrastanti tra la normativa europea (direttiva 2009/12/ce) e la situazione istituzionale italiana che non ha ancora recepito la disciplina europea fondata su tre elementi: istituzione di una Authority indipendente riguardo il sistema tariffario; momenti di confronto sostanziale tra gestori e utenti (compagnie aeree) nei quali questi ultimi possono esprimere il loro parere sulla realizzazione delle infrastrutture; la trasparenza nella determinazione del calcolo delle tariffe. Tre elementi ,quindi, ancora molto lontani dall’attuazione.
Rileviamo le forti contraddizioni tra il potenziale sviluppo degli aeroporti milanesi, su cui mancano ancora 6,5 milioni di passeggeri rispetto al 2007 mentre gli altri scali italiani crescono (il 2011 chiuderà con oltre 150 milioni di passeggeri movimentati in Italia contro i 136 del 2007 quindi piena espansione), e l’attuale blocco degli slot su di essi. E’ inconcepibile che ancora oggi su Malpensa i collegamenti intercontinentali siano in numero inconsistente rispetto agli scali europei. Perché oggi si autorizza Air France e KLM ad operare su Linate mentre nel 2009 rimasero inevase 54000 richieste di slot sullo scalo? Forse perché si tratta dell’azionista di maggioranza di CAI e fanno tutti parte dell’alleanza Sky Team?
Ci chiediamo a questo punto come è possibile uscire dalla crisi o contrastare la recessione dei prossimi due anni con politiche di protezionismo e di assistenzialismo attraverso massicce dosi di cassa integrazione e mobilità che sono diventate un elemento strutturale e non più congiunturale.
Così continuando lo spread (termine ormai familiare alla pubblica opinione) non può che aumentare con grave danno per la collettività a cui contribuisce il palese conflitto di interesse nell’ambito delle istituzioni.
All’orizzonte non si intravedono politiche capaci di dare uno slancio ai nostri scali. I lavoratori, che potrebbero dare un forte contributo alla crescita attraverso le loro organizzazioni sindacali, vengono tenuti in stato dormiente nella palude degli interessi trasversali di corto respiro.
Segreteria regionale
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