Milano, 30 settembre 2010

LE INCOGNITE DELLA VENDITA DELLE QUOTE SEA

In data 16.11.2011 il Comune di Milano ha pubblicato il bando di vendita delle quote SEA che si chiuderà il 16 dicembre 2011.

Come FLAI-Trasporti e Servizi sottolineiamo che la politica del Comune di Milano sulla decisione di vendita delle quote SEA non è stata certamente innovativa, ma ha ricalcato l'iter di altre privatizzazioni che a suo tempo abbiamo criticato a ragion veduta per le conseguenze di squilibrio sociale ed economico che hanno prodotto nei sistemi aeroportuali. Con la Giunta Pisapia, ci si aspettava qualcosa di diverso da quello che accadde anni addietro in AdR, (aeroporti Romani) e in Gesac- Aeroporto di Napoli, invece pare che anche a Milano il potere economico prevalga sulla debolezza della politica incapace di perseguire obiettivi di crescita della SEA mantenendo il sistema della municipalità come fu ideato e costruito con lungimiranza nel dopoguerra.

Le motivazioni con cui sosteniamo il nostro giudizio contrario alla scelta del Comune di Milano di vendere il 20% oppure il 29,75% delle quote SEA non derivano dall'aspetto ideologico, ma semplicemente dal fatto che in una situazione di mondo globalizzato le infrastrutture aeroportuali sono fattori strategici di sviluppo e in quanto tali non possono essere venduti, sia pure in parte, a cordate italiane o estere come dice il Bando di gara. Facciamo presente che in altri importanti paesi europei, come in Francia e in Germania per esempio nessun amministratore pubblico si sognerebbe di vendere un pezzo del Charles De Gaulle/Roissy o degli aeroporti di Francoforte e di Monaco.

Il Bando di vendita è aperto a soggetti italiani o esteri, quindi potrebbero acquisire il 20% o il 29,75% a seconda dell'Oggetto A o B del Bando stesso, cordate di americani, indiani, cinesi, italiani, sud americani, non sappiamo, però quali saranno le loro politiche per i dipendenti SEA e per lo sviluppo del Sistema aeroportuale dei nostri aeroporti. La decisione della Giunta Pisapia e del Consiglio Comunale, con la motivazione dei buchi di bilancio e del Patto di Stabilità, ha completamente esautorato il ruolo del Sindacato e dei lavoratori partorendo così il topolino, cioè la vendita per fare cassa. La FLAI-Trasporti e Servizi, pur avendo fatto richiesta, nell'ottobre scorso, al Sindaco Pisapia, all'Assessore Tabacci e al Presidente Bonomi, di essere convocata per un confronto sul tema specifico della vendita SEA, è ancora in attesa di una risposta.

La posizione delle FLAI è critica sulle scelte del Comune di Milano relativamente alla questione SEA, perché, scartata la quotazione in Borsa, quanto mai inopportuna in questo ciclo di recessione, c'erano altre strade come lo sviluppo dell'azionariato diffuso tra i dipendenti, i cittadini e gli stakeholders, al tempo stesso l'adozione di nuove politiche gestionali fondate sui criteri di democrazia economica, di trasparenza e di partecipazione già esposte nel nostro documento del 7 novembre 2011.

Negli ultimi anni abbiamo dovuto registrare un graduale ridimensionamento dell'assetto industriale della SEA: circa 25 milioni di euro persi nell'operazione dei famosi 33 aeroporti argentini, circa 6 milioni e mezzo di passeggeri in meno sugli scali milanesi nel 2011 rispetto al 2007, nonostante in Italia il traffico passeggeri sia in aumento, 6 anni di cassa integrazione e mobilità (2008/2013), la riduzione degli organici per circa 1500 lavoratori, la vendita del 20% delle quote di Sacbo, aeroporto di Orio al Serio che è tuttora in una fase di grande sviluppo, circa 9 milioni di passeggeri odierni e più di 100 mila tonnellate di merce, la vendita del 75% della Società MLE controllata al 100% da SEA, anch'essa venduta nonostante a Malpensa i volumi di merce siano in trend positivo. La vendita della quota del 5% della Gesac, Napoli Capodichino, l'appalto ultradecennale dei parcheggi alla Società Apcoa che ha causato, a nostro avviso, almeno 50 milioni di euro di mancati introiti per SEA.

Ora vendiamo il 20% o il 29,75% della Società madre, di questo passo quale futuro si devono aspettare i lavoratori e i giovani che aspirano ad un posto di lavoro stabile e sicuro? Del resto il bando di gara non fa nessuna menzione sulle garanzie occupazionali dei lavoratori del gruppo SEA anche se un Ordine del Giorno approvato dal Consiglio Comunale contiene una generica tutela in questo senso che però il futuro acquirente potrebbe non tenere in nessuna considerazione. Il Sindaco Pisapia che si era impegnato per l'eliminazione del lavoro precario può constatare già oggi che anche sui sedimi aeroportuali abbiamo massicce situazioni di sfruttamento e di squilibri nella ridistribuzione della ricchezza prodotta sugli scali.

Ci chiediamo che prospettive industriali avranno i nostri aeroporti, costruiti dal 1955 ad oggi da molte generazioni di lavoratori, se il Comune di Milano nel 2012, ancora per problemi di cassa, scenderà sotto il 51%, come qualche politico ha già ipotizzato? Il rischio è quello di arrivare all'appuntamento dell'Expo nel 2015, con la proprietà della SEA in mano ai cinesi o agli argentini per esempio.

Il ministro Elsa Fornero, in questi giorni, riferendosi alla FIAT, ha sottolineato che le medie e le grandi imprese non possono abbandonare il paese quando esse sono il simbolo della capacità produttiva e dell'identità nazionale. Certamente questa è una corretta e condivisibile affermazione che contrasta però se della SEA, invece di farne una grande impresa strategica, la rendiamo preda di cordate italiane o straniere che hanno l'esclusivo interesse di crearsi una rendita a danno dei consumatori, dei lavoratori e della comunità territoriale.

La FLAI sostiene che la crisi economica deve essere affrontata dal management e dal Comune di Milano come una opportunità di ricostruzione di tutti gli asset della Società, valorizzando e creando valore aggiunto nei diversi settori, Handling, commerciale, di real estate, di progettazione, di manutenzione, di gestione degli scali.

Quanto più l'azienda è trasparente nella gestione e nell'indicazione degli obbiettivi tanto più i lavoratori parteciperanno in modo consapevole ai processi dell'impresa. Ricordiamo che sotto l'amministrazione Albertini e Moratti la SEA ha dato al Comune di Milano 350 milioni tra dividendi straordinari e ordinari, quasi l'ammontare richiesto oggi per la vendita del 29,75% delle quote. Eliminando sprechi, consulenze inutili, inefficienze organizzative, privilegi, subappalti in settori di pertinenza dei lavoratori SEA, l'Azienda potrebbe continuare a dare congrui dividendi al Comune e continuare ad investire in infrastrutture secondo le reali esigenze di traffico.

Siamo di fronte ad un'ultima sfida, perciò non si possono risolvere i problemi con i vecchi sistemi, cioè vendendo i gioielli di famiglia e gestendo l'economia aziendale con criteri privi di trasparenza e di innovazione, senza la capacità di uscire dal “mercato politico del clientelismo di massa” che ha creato benefici specifici e privilegi corporativi. Oppure permettendo a gruppi di interessi italiani o stranieri (cordate e lobbies) di mettere le mani a prezzi da saldo, su importanti asset del nostro paese come gli aeroporti milanesi.

La politica, per quanto riguarda le infrastrutture aeroportuali, costituendo esse un grande patrimonio dei cittadini milanesi, deve custodire queste risorse come bene comune, mantenendole in buone condizioni, per lasciarle in eredità alle generazioni future, come fa il buon padre di famiglia. In questa crisi, attraverso una cultura diffusa sulla rilevanza sociale e politica del bene comune, occorre costruire in modo corale un processo accumulativo di energie morali e materiali per uscire dal tunnel della recessione dalla quale si esce solo se prevarrà una nuova visione di sviluppo e di organizzazione produttiva in cui la dimensione etica sia il fattore fondamentale per la crescita.

Siamo convinti che con la vendita del 20% o del 29,75% delle quote SEA, vista anche la fragilità e l'instabilità dell'euro e della recessione in atto, non si risolvono né i problemi della SEA né quelli del Comune, perciò la FLAI auspica una soluzione diversa dal progetto di vendita approvato dalla Giunta e dal Consiglio comunale.

Ciò che chiediamo è il rafforzamento dell'assetto industriale della SEA attraverso la valorizzazione della sua missione di Gestore Aeroportuale e di gestione dei servizi di Handling.

Le risorse per il Comune, che non derivano dalla vendita, possono essere trovate gradualmente nell'arco di 3/5 anni, sia attraverso dividendi straordinari finanziati da una parte delle attuali riserve che da quelli ordinari. Inoltre possono essere prodotte ulteriori risorse tramite un processo di spending review, ottimizzando sia le infrastrutture sia il personale, in più la FLAI sostiene il progetto dell'azionariato diffuso ai dipendenti e agli stakeholders, con i criteri di public-company, anche da questa ipotesi che crea la partecipazione vera dei lavoratori e dei cittadini possono arrivare congrue risorse per il comune, ci vuole però la volontà e la forza morale di “lanciare il cuore oltre l'ostacolo”, alla stregua dell'agire politico di coloro che nel dopoguerra ebbero la lungimiranza di creare sia la SEA sia le Società municipalizzate proprio in un contesto economico e sociale di gravi difficoltà.

Milano, 30 novembre 2011

Segreteria regionale

F.L.A.I. TRASPORTI E SERVIZI

F.L.A.I. Trasporti e Servizi via A.M.Ampere ’40 , 20131  Milano E–mail redazioneweb@flaitrasportiservizi.it -  Web: www.flaitrasportiservizi.it   Fax 02 74852654   Tel. Interni Linate 2653    2654    Malpensa   63345   63035    Recapiti Telefonici:  3939232538   3939232587   3939232486

Home
Chi Siamo
Atto Costitutivo
Statuto
Struttura
Contratti Nazionali
Parliamo di ...
Archivio Documenti
Elenco Servizi
Rassegne
Tesseramenti
Contattaci
Convenzioni

   

Stampa Documento