Via libera all'accordo di programma della SEA con cui verrà regolato il sistema tariffario e il piano degli investimenti per i prossimi anni. L'annuncio ufficiale è atteso questa mattina a Roma dove il presidente Giuseppe Bonomi è volato per firmare il piano con il vertice dell'Enac, l'ente nazionale per l'aviazione civile.

La definizione dell'accordo era atteso da tempo e arriva con la quotazione in Borsa ormai vicina, confermata ieri dal vertice della società di gestione agli analisti, incontrati ieri a Malpensa. Fonti vicine agli advisor non hanno mostrato tentennamenti, l'operazione andrà avanti e si incrocia le dita su una ripresa del mercato entro la data prevista, ovvero novembre: un titolo difensivo come la SEA può trovare un'adeguata accoglienza a Piazza Affari. Lo sblocco del piano di programma, più volte auspicato da Bonomi, garantirà criteri certi sulle tariffe da applicare ai vettori almeno fino al termine della concessione prevista per il 2041, stabilendo i criterio di correlazione tra i servizi prestati e gli investimenti necessari al loro sviluppo. Stime recenti calcolano almeno nel 40% gli aumenti dei ricavi fino al 2015, una cifra condizionata dai volumi di traffico. Il nuovo piano servirà a ridurre il gap tariffario tra l'Italia e l'Europa che attualmente è del 40% secondo i dati della Iata, l'associazione internazionale delle compagnie aeree.

Oltre alla Sea, finora sono stati cinque su 47 gli aeroporti che hanno firmato accordi di programma con l'Enac. Nell'elenco figurano gli scali di Pisa, Napoli, Bari, Brindisi e Bologna già tutti efficaci dopo il via libera con decreto interministeriale dei ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti e di quello dell'Economia e delle Finanze. A differenza di quelli già approvati, quello che firmerà oggi il presidente della SEA, secondo quanto risulta al «Sole 24 Ore», è il primo contratto di programma che prevede la gestione separata fra i ricavi aviation e quelli non aviation, consentendo la gestione separata delle due aree di business. Inoltre, i livelli delle tariffe delle attività aviation saranno correlate agli investimenti realizzati, mentre la gestione commerciale (negozi e parcheggi) sarà autonoma, con il solo vincolo di destinare parte dei ricavi agli investimenti nelle infrastrutturale aviation.

Nel primo semestre i ricavi aviation hanno raggiunto 134 milioni di euro con un incremento del 3,8%, la stessa crescita ottenuta per quelli non aviation attestatisi a 86 milioni, sostenuti dagli andamenti di tutte le principali aree di attività (retail, parcheggi, spazi cargo, servizi e altri ricavi). Intanto, la decisione di vendere una quota del 10% della Sea da parte del Comune di Milano potrebbe concretizzarsi a breve: l'amministrazione del sindaco Pisapia ha bisogno di fare cassa dopo che è sfumata la cessione della quota nella Serravalle. La dismissione della SEA che deve avvenire attraverso l'istruzione di un'asta pubblica, potrebbe garantire almeno 40 milioni di euro, utili da inserire nel bilancio di previsione che deve essere presentato entro la metà di ottobre. Qualcuno fa notare che l'offerta potrebbe essere non particolarmente appealing per via del fatto che al futuro socio non sarà garantito alcun posto nel CDA della società.