Approvato il bando per la vendita di una quota della SEA. Il consiglio comunale di Milano, dopo oltre 26 ore di discussione (e 61 emendamenti) ha dato il via libera alla gara pubblica. Ha votato a favore della delibera presentata dalla giunta Pisapia tutta la maggioranza di centrosinistra compatta, con l'astensione del radicale Marco Cappato. Pdl e Lega Nord hanno scelto di non votare. Giuliano Pisapia è rimasto in aula ininterrottamente, con accanto il suo city manager, vista la delicatezza della decisione.
Parte così con tempi record, la gara per la vendita di una consistente fetta di SEA, la società aeroportuale di Linate e Malpensa, controllata per l'84,6% dal Comune di Milano. La SEA è oggetto di un bando che si apre ufficialmente domani, 16 novembre, e si chiude il 16 dicembre 2011. Domani l'invio dell'avviso di gara alla Gazzetta ufficiale. L'offerta prevede una doppia opzione: la vendita del 20% della SEA insieme al 18,6% della holding stradale di Serravalle (quota detenuta sempre da Palazzo Marino) o la sola alienazione del 29,75% della SEA. In entrambi i casi la base d'asta è 385 milioni, (di cui 240 per SEA e 145 per Serravalle, nel primo caso; 385 per la sola SEA, nel secondo).
La concorrenza. L'unica vera offerta per il momento è quella del fondo italiano per le infrastrutture F2i, che da settimane ha inviato la sua proposta al sindaco Giuliano Pisapia e all'assessore al Bilancio Bruno Tabacci. Sullo sfondo sono comparsi anche gli indiani del fondo Srei, quotato a Londra, mentre negli ultimi giorni si sono anche aggiunte voci su un fondo cinese non meglio identificato o addirittura su un altro francese. Ma la partita per ora ha un solo vero giocatore: F2i. Per il Comune di Milano aver aggiunto l'opzione della sola offerta di quasi il 30% di SEA significa aumentare le possibilità di concorrenza. E in effetti la società aeroportuale è in forte crescita: si stimano incrementi potenziali di ricavi e utili.
Per questo potrebbe essere molto interessante anche per altri fondi stranieri. Infatti nella delibera è presente anche l'indirizzo a sfruttare le opportunità delle economie emergenti (India, Cina, America Latina), anche con progetti legati a possibili sinergie. Un chiaro messaggio rivolto ai mercati internazionali.
I tempi. Il bando, predisposto in tempi record (praticamente in una decina di giorni), serve per sanare le casse comunali. Palazzo Marino rischia infatti di sforare il patto di stabilità per 350 milioni, e per questo, come in passato, si vede costretto a vendere. La situazione a Milano è simile a quella di altri enti locali, con l'aggravante che qui si devono anche affrontare gli investimenti per Expo 2015, che con uno sforamento del patto rischiano di essere penalizzati (nonostante gli alleggerimenti delle sanzioni previsti dalla legge di stabilità di qualche giorno fa). Si dovrà quindi provvedere a vendere il pacchetto Sea+Serravalle, o solo SEA, entro la fine dell'anno.
Come nasce il bando. Il bilancio previsionale 2011, redatto dalla giunta Moratti, prevedeva la vendita obbligatoria di Serravalle per 170 milioni. Il primo bando è andato deserto, così come il secondo, la cui base d'asta era scesa a 145 milioni.La mancata vendita di Serravalle ha così aggravato gli equilibri finanziari; in più col passare dei mesi la sopraggiunta maggioranza di centrosinistra ha realizzato che nelle casse comunali mancavano, ai fini dei parametri contabili nazionali, ben 350 milioni. Così l'offerta del fondo F2i, che si era offerto già da mesi di acquistare Serravalle e SEA insieme, è sembrata una proposta interessante. O, meglio, irrinunciabile.
Gli scontri. Il centrodestra ha tentato di usare la carta dell'ostruzionismo, per evitare l'approvazione e rischiare di far saltare il nuovo bilancio firmato centrosinistra. Il dibattito in consiglio è iniziato ieri alle 16 ed è terminato soltanto alle 18 di questa sera. Ventisei ore, una maratona.
I paletti del bando. Gli emendamenti più importanti prevedono: 1) che la nomina del direttore finanziario da parte del nuovo socio venga sempre espressa col gradimento del Comune (la SEA intanto apporterà una modifica allo statuto, con i membri del cda che passeranno da 5 a 7, in modo che il socio privato abbia la rappresentanza di 2 consiglieri); 2) che l'acquirente di SEA possa pagare 45 milioni successivamente, una volta avvenuta la firma entro 2 anni del decreto Enac (oltre i 2 anni sarà possibile rivedere la cifra); 3) che il dividendo straordinario di SEA, inserito nel bilancio previsionale 2011 del Comune, pari a 124 milioni, possa essere diluito in 62 milioni nel 2012 e altri 62 nel 2013.

