
17 aprile 2010
Arriva la nube: si fermano Linate e Malpensa
La nubeoscura i cieli lombardi e incombe sulla nostra regione come una cappa
di cenere che nella pianura padana si potrà vedere semplicemente alzando lo
sguardo verso l’alto. Ventiquattrore dopo l’eruzione del vulcano in Islanda
si comincia a fare un primo bilancio degli effetti della nuvola di polvere
lavica che si avvicina sempre di più al Nord Italia. Sono oltre duecento i
voli cancellati ieri negli scali di Linate e Malpensa, 53 quelli a Orio al
Serio dove Ryanair ha sospeso i collegamenti con il Regno Unito fino a
lunedì. E dopo la decisione, giunta nella tarda serata di ieri, dell’Enac
(Ente nazionale per l’aviazione civile) di chiudere dalle 6 alle 14 di
stamane lo spazio aereo di tutto Nord Italia, anche l’aeroporto varesino e
il Forlanini sono stati obbligati a sospendere in quell’arco di tempo tutte
le loro attività.
Il consiglio per i passeggeri in partenza è sempre lo stesso: mettersi in
contatto con la compagnia aerea prima di andare in aeroporto per controllare
la regolarità del volo. Lo stesso vale per i rimborsi: giovedì Alitalia ha
deciso di pagare l’albergo ai passeggeri bloccati a Linate e Roma. «Ma la
scelta spetta ad ogni singola compagnia», precisano gli addetti ai lavori.
Intanto gli operatori turistici cercando di dirottare quanta più gente
possibile sui pullman o sui treni (ormai tutti esauriti), mentre a chi è
rimasto a terra viene proposto di partire tra qualche giorno a emergenza
finita. E però, garantiscono dagli aeroporti milanesi, la situazione è sotto
controllo e non si sono verificati situazioni di particolare disagio.
«Nessun bivacco di gente che dorme nelle sale d’attesa. Le compagnie aeree
hanno avvertito i viaggiatori per tempo». Eppure davanti alle biglietterie
di Orio al Serio ieri c’erano code lunghissime di passeggeri che volevano
rimandare la partenza, molti hanno scoperto troppo tardi che il proprio volo
era saltato e si sono lamentati della mancanza di informazioni.
Intanto a Linate ieri sono stati annullati sessanta voli (29 in arrivo e 31
in partenza) da e per le destinazioni del Nord Europa: Copenhagen,
Amsterdam, Parigi, Londra, Francoforte, Dublino e Stoccolma. A Malpensa ne
sono stati cancellati 132 (62 gli arrivi e 70 le partenze) e anche in questo
caso tutti da e per le grandi destinazioni del Nord Europa. Lo stesso ad
Orio al Serio, dove le partenze e gli arrivi soppressi sono stati una
cinquantina soltanto nella giornata di ieri. D’altronde quello che è
successo giovedì in Islanda è un evento senza precedenti. Gli esperti dicono
che i disagi creata dalle ceneri sottilissime sul traffico aereo, sono
«peggiori rispetto a quelli dell’11 settembre quando vennero bloccati il
traffico transatlantico, ma i voli in Europa rimasero operativi». Erano
quasi duecento che quel cratere dal nome impronunciabile, Eyjafjallajokull,
stava zitto. Sotto un manto di ghiaccio grande cento chilometri nel sud
dell’Islanda.
I primi botti sono cominciati mercoledì 14 e l’altro ieri, il colpo finale.
La crosta è saltata via, spinta da una forza incontrollabile, mentre una
colonna di polvere lavica si levava verso il cielo per quasi sedici
chilometri. E da lì ha iniziato a muoversi verso il continente. Il caos nei
cieli durerà ancora, il Regno Unito fino a questa mattina alle 7 resterà
fuori servizio per i voli di linea. E se la chiusura degli aeroporti dovesse
continuare per i prossimi tre giorni, sarebbero circa si milioni i
passeggeri che potrebbero essere colpiti dall’effetto della nube di cenere.
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