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                                                                   11 - 11 - 2011

AffariItaliani.it

Gamberale pronto all'assalto della maggioranza di Sea e di Serravalle

di Fabio Massa

Un altro bando, il terzo. Questa volta, però, Vito Gamberale, ad di F2i, potrebbe anche decidere di parteciparvi. Anche perché la giunta comunale lo ha varato con una delibera che - di fatto - riprende in molte parti l'offerta avanzata da Gamberale a Palazzo Marino. La prima ipotesi era quella di vendere Serravalle e una "parte" di SEA. A questa prima ipotesi se ne è aggiunta una seconda: vendere solo il 29,75% di quote di SEA. Un'altra modifica inserita nel bando rispetto alle "proposte" di F2i riguarda più direttamente Giuseppe Bonomi, il presidente e dg di SEA. "Sparisce" infatti la garanzia per lui di rimanere in vetta dopo la quotazione (ammesso che si faccia mai). I maligni sospirano: "E' perché ha detto che se il Comune vende il 20% la quotazione si allontana, visto che il flottante scende sotto la soglia minima", ma sono solo cattiverie. Anche perché il direttore generale Davide Corritore ha sempre espresso la massima stima per Bonomi, che proprio ieri ha colto l'ennesimo risultato: ottenere il via libera della Consob, della durata di 12 mesi.

Le scadenze, a questo punto sono davvero strette. Un mese e mezzo circa per vendere e incassare (evitando di violare il patto di stabilità) e dodici per andare sul mercato. Sempre che l'intenzione sia sempre quella. E sempre se chi comanderà sarà ancora l'ente pubblico oppure un socio privato. In questo piccolo risiko (che vale però centinaia di milioni di euro) c'è anche questa possibilità, infatti. In un'intervista esclusiva ad Affaritaliani.it il presidente della Provincia Guido Podestà ha spiegato: "Per il 2011 non si fa nulla, ma per il 2012 c'è l'ipotesi di vendere quote di Serravalle e di Sea, che a nostro modo di vedere sono legate". Insomma, Palazzo Isimbardi vuole "alleggerirsi" soprattutto in vista dei forti investimenti che vanno fatti su Tem, Pedemontana e Brebemi.

Facciamo due conti. Attualmente il Comune di Milano possiede l'84,56 per cento di SEA. Un altro 14,56% è di proprietà della Provincia. Nell'ipotesi che F2i acquisti il 20 per cento dal Comune e il 14,56% dalla Provincia, la sua quota si attesterebbe al 34,56%. L'entrata in Borsa implica un flottante di minimo il 25% (deroghe in questo senso si possono ottenere, ma lo stesso Bonomi ha spiegato che sono difficili). Sul mercato F2i potrebbe quindi rastrellare abbastanza azioni da acquisire la maggioranza assoluta. Oppure, semplicemente, potrebbe accontentarsi della maggioranza relativa, visto che le basterebbe acquistare un ulteriore 5,01% per sopravanzare il Comune (che si fermerebbe a 39,56).

E se passasse l'ipotesi B? Il bando metterebbe in palio addirittura il 29,75% delle quote. Ancora più semplice per Gamberale rastrellare la maggioranza. Tra Provincia e Comune arriverebbe facilmente al 44,31 per cento. Il Comune si fermerebbe al 35%.

Ovviamente i due enti preferiscono una soluzione diversa a questa. Perché che Gamberale sia interessato più a Sea che a Serravalle è cosa nota. Ma pure Serravalle, se riesce il gioco "combinato" tra Provincia e Comune, non è affatto un brutto investimento. E Gamberale lo sa, malgrado qualcuno, a Palazzo Marino, non perda occasione di "deprezzare" Serravalle. "E' interesse dell'Amministrazione comunale privilegiare la alienazione delle quote SEA congiuntamente alle quote di Milano Serravalle - Milano tangenziali spa", è scritto in delibera. Un privilegio che Pisapia è disposto a "pagare" riconoscendo "un minor valore per azione a base d'asta per Sea nel caso di offerta congiunta, anche in funzione della necessità per l'offerente di presentare una offerta anche per Milano Serravalle partendo da 145 milioni di euro come prezzo base di cessione".

Così come il Comune cerca di usare questa strategia, allo stesso modo potrebbe fare la Provincia. Solo che in questo caso Asam, che è la cassaforte di Podestà, di Serravalle possiede il 52,90%. Difficilmente l'ente rinuncerà mai a tutta la sua quota, ma è indubbio che Gamberale potrebbe aspirare ad avere la maggioranza (tra quota del Comune e frazione di quella della Provincia) anche della società che gestisce le autostrade. E, quindi, a cascata, di tutte le grandi infrastrutture che questa sta realizzando. Inutile dire che tutti i cda (Tem, Pedemontana, Sabrom, Serenissima, Brebemi) sono già in fibrillazione. La politica, invece, sembra di no, anche se a passare di mano (in prospettiva) sarebbero l'ente che gestisce gli aeroporti e quello che gestisce le infrastrutture. Nessuno ha niente da dire?

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